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Thursday, October 8, 2009

Requiem (politico)



Silvio Berlusconi non ce l'ha fatta.

Il vecchio imperatore si è spento (politicamente) nella prima serata del 7 ottobre 2009, sotto i feroci colpi infertogli dalla Guardia Bolscevica, anche nota come Corte Costituzionale, che in nome dei rivoluzionari articoli 3 e 138 del Libro Rosso (noto ai più come Costituzione della Repubblica Italiana) ha bloccato il processo di restaurazione dei principi medievali di suddivisione del potere voluto dal Premier.
Mentre gli alti dirigenti del Minculpop Augusto Minzolini, Vittorio Feltri, Emilio Fede e Mario Giordano si recavano strisciando al capezzale del Vate di Arcore, messaggi di cordoglio da tutto il mondo giungevano a Palazzo Grazioli, residenza romana di Berlusconi. Tra i primi ad esprimere solidarietà e vicinanza all'anziano capo di governo ricordiamo Kim Jong Il, l'imperatore Caligola a nome della 'Guardia Nazionale Italiana', Licio Gelli, la salma imbalsamata di Lenin, Bokassa e l'amico di sempre e compagno di giochi Muhammar Gheddafi. Sconcerto a Londra, dove il Primo Ministro Gordon Brown ha dichiarato: "Adesso deve andare a processo? Embè? Che c'è di strano?". Ironico il commento di Barack Obama: "L'ho visto in televisione subito dopo la sentenza: mi è sembrato particolarmente pallido....".

Scherzi a parte, forse ci siamo, forse siamo al punto di svolta. La Corte Costituzionale ha sostanzialmente sentenziato che siamo ancora un democrazia liberale soggetta alla rule of law, e che il Presidente del Consiglio, così come le altre tre cariche più alte dello Stato, non è - come il maiale della fattoria orwelliana - più uguale degli altri. E questo già è importante.

Ma ancor più importante è l'immagine che Berlusconi ha dato e sta dando di sè: ieri, durante le dichiarazioni rilasciate a caldo ai giornalisti e durante la telefonata a Porta a Porta, il Premier è sembrato un uomo stanco, iroso, avvilito e brontolone. Quasi come un avvinazzato con "ciucca nervosa", che ce l'ha con il mondo intero. Tutti contro di lui: giudici bolscevichi "ben organizzati", Corte Costituzionale "di sinistra", Presidente della Repubblica che "sappiamo da che parte sta" (e che però il Lodo Alfano l'aveva firmato, guarda un po'...), stampa "al 72% di sinistra" (questa poi....quando l'ho sentita sono scoppiato a ridere! Il 72%!! Non un punto di più, non uno di meno, mi raccomando), la Rai che "a parte lei, dottor Vespa, ci attacca", comici che "ci prendono in giro", eccetera eccetera. Ma "meno male che Silvio c'è, se no sappiamo cosa farebbe la sinistra dell'Italia!". Già, Silvio c'è, ma ancora per poco.

Ieri alcuni amici su Facebook dicevano di non condividere il mio ottimismo. Onestamente però, dopo tanto tempo, mi sono trovato ad esserlo veramente. Guardate quell'uomo: è stanco, consumato, lancia attacchi senza senso ("La Consulta si contraddice rispetto al Lodo Schifani!" Ma quando mai? E' due volte che ve lo bocciano per violazione dell'articolo 3! E poi la Corte ha diritto a cambiare indirizzo, voglio vedere!), farnetica ("in tutto il mondo c'è un lodo a protezione delle alte cariche dello Stato!" Certo, infatti Clinton non fu processato, nooo....date un'occhiata qui), racconta balle a cui credono solo i suoi servi (cui si sono tristemente uniti quasi tutti gli editorialisti de Il Corriere della Sera), attenta alla libertà di stampa piazzando suoi uomini ovunque e sguinzagliando il vice Ministro Romani....Ma le folle non sono più con lui: i suoi monologhi televisivi creati ed organizzati ad arte non riscuotono più il successo di una volta, la gente scende massivamente in piazza per la libertà di stampa e contro il suo squallido pseudo-regime, la crisi economica che il suo governo sta gestendo in maniera pessima (con condoni invece che con riforme strutturali) gli rivolta i lavoratori ed i disoccupati contro, la sua credibilità internazionale - se mai ne avesse avuta una - è ai minimi storici, e lui, per tutta risposta, minaccia di far vedere agli italiani "di che pasta sono fatto". Lo sappiamo già Silvio, grazie.

E' alla frutta, se non già oltre. E' una persona senza futuro, che cerca solo l'illusione del potere, l'adulazione di un gruppo di servi pagati appositamente, la compagnia di gente falsa da far ridere con quattro vecchie barzellette, l'amore a pagamento che un uomo solo può desiderare.

Certo, non ho dubbi che abbia ancora risorse e cartucce da spendere, e gli alleati manganellati non gli mancano. Speriamo la cosa non degeneri. Inoltre, non dubito che il PD correrà un'altra volta in suo supporto: sicuramente D'Alema e Bersani ne stanno studiando una delle loro. Ma è anche vero che potrebbe avvenire il contrario, ossia una rivolta interna alla sua maggioranza, un Galeazzo Ciano che alza la voce contro il leader che non c'è più ma che finge ancora di esserlo.

Staremo a vedere. Ciò che per ora conta è che grazie alla Corte Costituzionale ed ai principi della democrazia liberale cui la Repubblica si ispira possiamo finalmente immaginarci Silvio Berlusconi nel suo habitat naturale: una cella a San Vittore.

6 comments:

  1. bello l'articolo...

    condivido il tuo ottimismo, ma non fino in fondo...e' vero, e' ai minimi storici, ma lo era anche il 6 dicembre di qualche anno fa quando nomino' la brambilla in piazza san babila e fondo' il nuovo partito {che di nuovo aveva ben poco} ma la cosidetta sinistra non solo l'ha fatto resuscitare, ma gli ha consegnato il paese...

    staremo a vedere...

    ps me ne sono andato da due settimane e l'italia si e' riempita di gente di sinistra? io non me la ricordo cosi'...

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  2. Grazie per il commento.

    D'accordo, c'è bisogno di un centro-sinistra più forte, più coerente, più tutto... però non possiamo aspettarci che questo accada dall'oggi al domani! E non possiamo neppure attendere che Berlusconi si consumi da solo fino a scomparire, o che la spallata al suo pseudo-regime arrivi da frange interne alla sua maggioranza. I cittadini, che esercitano la sovranità tramite il diritto di voto, hanno più voce in capitolo di Franceschini, Bersani, Di Pietro, Grillo, Fini o chiunque altro, di questo dobbiamo rendercene conto. Il 22 marzo 2010 - è più vicino di quanto crediamo - si vota per le regionali in 15 regioni: potrebbe essere la svolta definitiva, se il PD - unica vera alternativa di governo, che piaccia o no - vi arriva preparato sarà il canto del cigno dell'epoca berlusconiana.

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  3. 72% della Stampa che è di sinistra. Come tutta la satira ed i programmi PAGATI CON I SOLDI DI TUTTI!!!


    ...Comunisssccti!!!

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  4. e' sempre il solito discorso, quando si va a votare e' come entrare in un sexy shop e scegliere l'anal intruder che fa meno male...

    pero' io questo PD non riesco a votarlo, un PD che non si presenta in aula per votare contro lo scudo fiscale, un PD con all'interno la binetti e rutelli con le sue dichiaraioni, un PD che promette di lanciare volti nuovi, poi gira e rigira sono ex DC, PC, DS...

    capisco che sia l'unica alternativa al governo, ma io non credo nel voto utile, e quindi anche la prossima volta votero' piu' in la'...o almeno spero di averne la possibilita' essendo in valle d'aosta...in quel caso, come sempre, votero' gli unici che si porranno a sinistra...

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  5. A me pare che con i soldi di tutti ci paghiamo anche Vespa, Minzolini e compagnia cantante, e francamente credo che il Tg1 delle 20h sia elettoralmente più influente di un comico in seconda serata su Rai3. Va beh, ciascuno guarda la tv e legge i giornali che preferisce.

    Bonni, neanche a me questo PD piace, e mi pare che dal post traspaia, però spero che le cose da qui alle regionali si aggiustino (Rutelli e la Binetti sembrano vicini all'addio, in effetti), e che il partito trovi una filosofia interna ed un equilibrio: non ci piacerà tutto, ma spero che le cose possano cambiare e prendere la giusta piega, ossia quella di una vera opposizione al PdL al fine di creare una forza di governo.
    E ad ogni modo c'è da credere che l'ago della bilancia delle prossime elezioni sarà l'UDC...

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  6. @Nico: Scusami, ma dire che la legge sullo scudo fiscale è stata approvata per colpa dei PD, è una balla. Lanciata da quelli di S&L e dal gruppo del noto statista di Milanello. Quella legge sarebbe comunque passata. Se il PDL avesse visto di non avere i margini avrebbe richiamato i suoi peones che scorrazzavano per i corridoi.
    In tutti i parlmaneti funziona cosi.

    Riconosco pero' che davanti alla campagna lanciata da S&L e da Il Giornale, i depuati del PD, come loro solito invece di parlare con un'unica voce hanno iniziato dire mille cose diverse, alcuni si sono adirittura scusate.

    Sul caso Binetti, stendo un velo pietoso. Un caso patetico. Dice che è di sinistra. Mavalà! Vediti piuttosto su glob.rai.it la finta copertina de Il Corriere....

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