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Wednesday, September 2, 2009

Appiedati

Sarò forse parte di quell'1% di valdostani "bastian contrari", ma lasciatemelo dire: sono VERAMENTE CONTENTO che i cosiddetti buoni benzina non verranno più assegnati a partire dal 2010!

Prima di massacrarmi di insulti, fatemi spiegare.

Punto 1: Evoluzione storica
Le ragioni dell'esenzione fiscale dell'accisa sui carburanti si trovano nell'articolo 14 (Titolo IV) dello Statuto Speciale della nostra regione, intitolato appunto "Zona Franca". Il testo recita:
Il territorio della Valle d’Aosta è posto fuori della linea doganale e costituisce zona franca.
Le modalità d’attuazione della zona franca saranno concordate con la Regione e stabilite con legge dello Stato.
Benissimo, il comma 2 non è mai stato attuato. Risultato: la VdA non è una zona franca, nè mai lo sarà (vedi in seguito). Per compensare questa mancata attribuzione - che avrebbe rappresentato un vero elemento di autonomia politico-finanziaria - lo Stato centrale e l'amministrazione regionale si accordarono per alcune esenzioni: carburanti, alcolici, zucchero (credo ci fosse anche qualcos'altro, ma ora non ricordo).

In seguito, i principi del mercato unico europeo - quello che ha portato enormi benefici a tutti i cittadini del vecchio continente - si trovarono a cozzare con quelli della zona franca, che rappresenta un elemento di vantaggio discriminatorio ai sensi della normativa sugli aiuti di Stato. Ora, ciò non toglie che se la zona franca fosse stata attuata prima dell'entrata in vigore del mercato unico, nessuno ce l'avrebbe potuta levare: questo è stato infatti l'indirizzo della Corte di Giustizia Europea nel valutare alcune zone franche francesi (scusate il bisticcio linguistico) esistenti sin dagli anni '70 (si tratta delle cosiddette Zones Franches Urbaines). Il fatto è che grazie alla lungimiranza (si noti l'ironia) dei nostri amministratori politici locali dagli anni '60 in poi - ed in particolare negli anni '70 ed '80 - la zona franca non si è mai attuata, e la Valle d'Aosta ha così perso un'occasione enorme, letteralmente unica, di mettere in piedi un vero sistema finanziario a sè, separato dall'Italia, ed attuare una vera politica autonomica. Tanto per intenderci, si sarebbe dovuti arrivare a minacciare un referendum per l'indipendenza a patto di avere la zona franca, così come è stato fatto in altre parti d'Europa.

Bene, sappiamo dunque che è impossibile creare una zona franca in VdA, anche perchè recentemente (sentenze Azzorre e Paesi Baschi) la Corte di Giustizia ha inserito un triplice test per l'ammissibilità di sistemi di fiscalità di vantaggio:
  1. Statuto di autonomia riconosciuto a livello Costituzionale (ok, lo Statuto della VdA è stato votato proprio con legge costituzionale);
  2. Nessun gravame per le casse dello Stato (qui ci sarebbe da discutere, vista la ripartizione dei nove decimi del gettito regionale);
  3. Presenza di autonomia legislativa a livello regionale in materia fiscale (e qui casca l'asino: la VdA non ha autonomia in campo fiscale).
In buona sostanza, scordiamoci definitivamente l'attuazione dell'articolo 14 dello Statuto, anche se l'assessore Pastoret voleva farci credere il contrario (vedi sua dichiarazione ad Aostasera.it). Ciò che ci siamo ritrovati è un "contentino" che sa di privilegio e non di autonomia, un "aiutino" per farci sembrare più belli, ricchi ed importanti degli altri italiani. Sapete qual è la verità? Ci hanno preso per il culo per 60 anni, a noi valdostani.

Punto 2: L'Unione Europea
Ah, che cattivoni quelli della UE! Ci vogliono togliere i buoni benzina! Non rispettano la nostra autonomia! Meno male che c'è quella cyber-ciofeca di Facebook (copyright Vittorio Zucconi) ed il mitico gruppo "LASCIATECI LA CARTA VALLEE - senza di quella potrebbe essere vera e propria crisi" che conta un gruppo di pressione di oltre 3000 valdostani veri, con le palle! Quelli che difendono il nostro diritto ad inquinare, ma in autonomia dal governo italiano, ovvio.

Ora, capisco l'incavolatura dei più, ma facciamo un ragionamento logico: se le zone franche non sono più ammissibili nel contesto giuridico europeo, figuriamoci una esenzione di un solo prodotto! Anche ai meno esperti in materia parrà evidente che ci troviamo di fronte ad una distorsione della concorrenza.
Sta di fatto che nel 2003 (Direttiva CE 2003/96) la CE (Comunità Europea) riorganizza il mercato energetico europeo e vieta, di fatto, elementi di fiscalità di vantaggio in materia. Si prevedono però deroghe, elencate nell'allegato II, tra cui si include il caso della Valle d'Aosta: ad ogni modo, la deroga scade il 31 dicembre 2006.
A qualcuno pare che che i buoni siano stati tolti a gennaio 2007, a norma di legge? Ovviamente no. Questo perchè la nostra amministrazione regionale (all'epoca il presidente era Caveri, che ereditò la patata bollente dalle amministrazioni Viérin, Louvin e Perrin) chiese una ulteriore deroga, ufficialmente mai concessa. Come dimostra la Comunicazione della Commissione al Consiglio numero 795/2007 del 12/12/2006, la VdA - tramite l'avvocatura dello Stato - chiese di mantenere i buoni allo scopo di evitare il cosiddetto "turismo del pieno" (ossia gente che se ne va in Svizzera a fare benzina....penso che neanche a St. Rhémy ed a Bosses l'abbiano mai pensato...). La Commissione rispose picche ai sensi dell'articolo 93 del Trattato (armonizzazione dell'imposizione indiretta), giudicando la misura adottata - ossia l'esenzione dalle accise sui carburanti - "non proporzionata". Amen. (non sto ovviamente a riportare tutto il testo dei documenti CE, guardate i links se siete interessati, sono molto utili a comprendere meglio).

Ergo, dal punto di vista "europeo" la faccenda si chiude il 31 dicembre 2006.

Punto 3: Elementi politici
Bene, tutti i valdostani conoscono l'importanza politica che i buoni benzina ricoprono: sostanzialmente sono un elemento di dibattito elettorale, una carta vincente per coloro che fossero riusciti a proteggerli. Per questo motivo, il principale partito nazionale e di governo, l'Union Valdôtaine (UV), li ha sempre difesi a spada tratta, pensando più a come mantenerli, piuttosto che ad alternative serie. Per questa carenza di lungimiranza credo che dobbiamo ringraziare - anzitutto - i presidenti dei primi anni '90, quando la CE si stava formando, tra cui il desaparecido Gianni Bondaz, e - soprattutto - Dino Viérin, che non ha mai affrontato la questione con la chiarezza ed il rigore che ci sarebbero voluti.

L'UV arrivò al paradosso di effettuare una raccolta firme (!) da inviare al Parlamento Europeo (PE) per difendere i buoni, in nome di un'autonomia che più vuota non si può. A parte il fatto che inviare una petizione al PE o inviarla a casa di Braccobaldo Bau avrebbe avuto lo stesso esito (ossia - lo dico per chi non fosse dotato di senso dell'humor - nullo) considerando i poteri del Europarlamento, mi chiedo, ma si è mai visto un partito di governo che raccoglie le firme? Ma dico, avete in mano il pallino della Regione da decenni, potete fare - legalmente - quello che volete, e vi mettete a raccogliere le firme? Ma siete matti? Ricordo che quando ero in stage presso la Commissione EU (DG TAXUD, proprio quella che si occupa di tasse), una funzionaria (di cui ovviamente non faccio il nome) che si occupava del caso, quando le dissi che ero valdostano mi sbuffò in faccia: "Ah sì, i valdostani. Quelli che sono venuti a piangere in ginocchio...". Il mio senso patrio subì un duro colpo, ve lo assicuro.

Staremo a vedere che effetti produrrà sul piano politico questa vicenda. Volete un mio pronostico? Nessun effetto, perchè la maggioranza di governo sta già puntando sul "abbiamo fatto tutto il possibile, non avevamo alternative, ce lo chiede l'Europa....". Ballisti di professione.

Punto 4: Che fare?
Panico!
E adesso? Dobbiamo pagare la benzina a prezzo pieno? E che facciamo? Adesso sì che sarà crisi vera! (vedi Facebook). Prima no, invece. Era crisi solo da Pont-Saint-Martin in giù, o passato il Col du Petit Saint Bernard. Pensate, magari ci toccherà andare di più in bicicletta! Orrore!! A noi valdostani il ciclismo piace solo in TV, o quando il Tour passa dalle nostre parti! O magari dovremo utilizzare di più i mezzi pubblici....ma se fanno schifo! No, no, piuttosto andremo a piedi! Però che diamine, girare a piedi una megalopoli come Aosta è impossibile....e come faremo quando piove o - peggio! - nevica? Come facevano i nostri nonni? Si coprivano bene ed andavano a lavorare lo stesso? Noooo.....impossibile, probabilmente se ne stavano a casa aspettando il disgelo in aprile....

Spero che abbiate colto la lieve (auto)critica alla società locale. Ad ogni modo, ognuno farà quel che vorrà, la maggior parte della gente si lamenterà ed a me aumenterà l'acidità di stomaco. Se mi verrà un'ulcera chiederò i danni ai quei cattivoni dell'UE che ci hanno tolto i buoni, ecco.

Ciò che è più importante è: che fare con quei 30-35 milioni di Euro ALL'ANNO che l'amministrazione regionale si ritroverà nelle tasche a partire dal 2010? Sono i soldi delle nostre accise, che pagheremo quando faremo il pieno. Per la carità, circa un quinto dell'ultimo 6 al Superenalotto, briciole, ma pur sempre 30 milioni di Euro!
Bene, il nostro governo regionale ha pensato di assegnare dei cosiddetti buoni riscaldamento. Soluzione adeguata, ma transitoria, mi auguro. Con quei soldi si possono fare molte più cose: anzitutto, perchè non fare qualcosa in ottica 2020? (strategia europea per la riduzione delle emissioni di CO2 del 20% e l'aumento dell'utilizzo di fonti rinnovabili del 20% entro il 2020). Perchè non incentivare l'acquisto e l'utilizzo di mezzi ibridi, o a metano? Il distributore di metano più vicino alla Valle è a Montalto Dora! Oppure, che ne è stato dei progetti sulla piattaforma logistica ad Aosta? Ed investire sul trasporto pubblico, che lo necessita? O ancora, la ferrovia: servono circa 250 milioni per un intervento complessivo sulla Aosta-Torino (lo disse Pastoret).

Insomma, si può fare tanto, tantissimo. Solo una cosa non si deve fare: lamentarsi senza conoscere.

3 comments:

  1. Posto qui di seguito un commento arrivatomi via mail di Facebook dalla mia amica Yvette (che acconsente alla pubblicazione!), con mia relativa risposta:

    Grazie Fede, un testo illuminante sulla faccenda dei buoni benzina!
    Posso lanciare una provocazione?
    Premesso che favorire l'utilizzo di gasolio e benzina è antiecologico, antieconomico, antitutto... Noi valdostani non sappiamo a pensare al futuro, come dici tu, ma mi sa che cominciamo anche dimenticarci il passato... La zona franca non sarà mai attuata (bene, ce ne faremo una ragione) ma dal punto di vista politico, non era il caso forse di dire/fare qualcosa? Si tratta pur sempre del nostro statuto... se l'articolo non era attuabile nella sua totalità, se non lo è più parzialmente, forse allora la nostra politica doveva proporre attivamente/contrattare qualcos'altro? mi viene da dire che se ci avessero negato altri articoli la reazione sarebbe stata la stessa... son forse troppo pessimista?
    Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi.
    Un saluto!

    ciao Yvette, come stai? grazie per l'interesse nel mio post.
    Per quanto concerne quello che dici riguardo l'applicazione del nostro Statuto, beh, certo si doveva fare qsa, ma molto molto tempo fa. Come dico nel post "si sarebbe dovuti arrivare a minacciare un referendum per l'indipendenza a patto di avere la zona franca", ma ovviamente non lo si è fatto. Le colpe maggiori stanno sulle spalle di coloro che negli anni '70, '80 e '90 non si sono attivati pensando alla VdA che sarebbe venuta 10-20 anni dopo. Adesso riviviamo più o meno la stessa situazione. C'è poi da considerare l'assurdità del fatto che il nostro Statuto è stato votato dal Parlamento di Roma con legge costituzionale, e che quindi per la modifica necessita un processo iper-complesso e iper-lungo. Un paio di anni fa l'amministrazione regionale ha avviato un progetto di revisione dello Statuto che prevede, inevitabilmente, la creazione di un "tavolo di lavoro" con lo Stato centrale: i problemi sono stati però molti, sopratutto per le resistenze e/o il disinteresse romano.
    Se ci avessero negato altri articoli la reazione sarebbe stata la stessa? Non lo so, certo è che in Valle si è perduta molto la coscienza nazionale che era molto forte fino alla fine della seconda guerra mondiale. Bisogna recuperarla, ma ci vuole tempo e coraggio.

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  2. Ciao Fede! Dopo una vita torno a leggere i post dei miei amici blogger e, non che debba da te essere ritenuto un onore ci mancherebbe, ho iniziato dal tuo.
    Cosa devo dire, i buoni benzina sono in effetti un tasto molto dolente e che mi provocano sentimenti contrapposti: da tanto tempo (testimoni miei amici universitari) sono il primo a sostenere che è un privilegio assolutamente ingiusto che abbiamo noi valdostani, e che sarebbe giusto che anche noi pagassimo la benzina come tutti. Al tempo stesso, scusami l'ovvietà, è evidente che era comodo a tutti pagarla di meno. Esempio concreto (ovviamente non certo l'unico): dal 1 gennaio 2010, andare ad arbitrare una partita in Piemonte (con conseguente "perdita" di tempo di un'intera giornata, più le difficoltà fisiche e soprattutto mentali che comporta dirigere una gara di calcio) non mi farà più guadagnare (al netto) una sessantina di euro ma un 20-30€.. Dunque che fare? Personalmente, spero di diventare arbitro nazionale dall'anno prossimo, in maniera tale da non avere di questi problemi.. Più in generale, però, spero proprio che, come anche tu auspichi, questi soldi che avrà in più la Regione siano spesi in maniera più intelligente e, soprattutto, più a "lungo termine" e, dunque, prendendo decisioni migliori rispetto al passato.
    P.S: mancando da tanto tempo.. non è che hai fatto anche "inchieste" sulla quantità smisurata di lavori che ci sono PERENNEMENTE sulla 100 km di autostrada Aosta - Torino?? E' una vergogna!

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  3. ciao Ale, grazie per il tuo commento.
    Che dire, io mantengo ferma la mia posizione: i buoni benzina hanno a che fare con l'autonomia come i cavoli a merenda. Sono stati un elemento di privilegio frutto dell'assenza di visione prospettica delle amministrazioni regionali nel corso dei decenni passati: lamentarci ora - come fanno Rollandin e Pastoret - è inconcludente ed incoerente.
    Mi spiace che ora tu ci rimetta dal punto di vista economico (come tutti i valdostani, d'altra parte), ma non è però vero che la stessa condizioni si presenta per tutti gli altri arbitri piemontesi e del resto d'Italia? Noi avremmo diritto alla zona franca, Statuto alla mano, e questa sarebbe un elemento autonomico: i buoni benzina sono invece un privilegio oggettivamente ingiustificato.
    In bocca al lupo per la carriera arbitrale!
    ah, per quanto concerne l'autostrada, no, ovviamente non me ne sono mai occupato, anche perchè non saprei dove reperire info! (A parte che in SAV). Se sai qualcosa di più, fammi sapere.

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